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TESTI DAL 2004 AL 2014

TESTI DAL 2014 AL 2017

COSA SONO QUESTI “TESTI”?
Innanzi tutto mi presento per bene: mi chiamo Alec, all’anagrafe Alfio Gemmellaro, ma non solo all’anagrafe, anche a lavoro, a casa, ma da più di 10 anni che io per me sono Alec, e solo con Internet e nei viaggi fatti dal 2017 a oggi sono riuscito a utilizzare questo acronimo.
No, non sono il solito fenomeno venuto dal nulla , diventato famoso grazie a Youtube o altro, non sono nemmeno un artista affermato, anzi non sono nemmeno un artista, non sono un personaggio famoso, ma la cosa più importante è che non mi interessa essere  nulla di tutto questo.
Ho iniziato a scrivere tre righe nel mio diario di scuola a 13 anni, quelle tre righe a 15 sono diventate il mio primo testo, e quel testo poi è diventato un altro testo, e senza che me ne accorgessi sono passati più di anni, 10 anni di tutto questo, 10 anni di Alec. Ricordo quando concepii questo nome, il nome deriva da un nomignolo che mio padre mi aveva dato dai 13 anni in poi, il nomignolo era “Ale” ma a me così per come era quel nomignolo non piaceva poi molto, così aggiunsi una bella “c” . Avrei potuto mettere la “x” ma sarebbe stato troppo comune.

Così tra i miei fogli prese piede questo nome, per me era una gran bella cosa, dieci anni fa pensavo che nei dieci anni successivi questo nome sarebbe stato conosciuto da tutti e sarebbe stato associato al mio volto. Mi firmavo su tutti i testi così, e di testi con questo nome ne avrò accumulato un centinaio.

Molti dei primi testi sono forzatamente dei testi, nel senso che forse avrei fatto meglio a scrivere delle riflessioni dato che non ci sono né rime né suoni, la realtà è che a quei testi vi era associata una registrazione vocale sul cellulare dove li cantavo, e lì prendeva forma la melodia, io li leggevo con quella melodia, non mi serviva nemmeno la punteggiatura, quei testi andavano cantati.

Abbandonai la consuetudine di registrare i testi nel 2009 circa, mi sentivo ridicolo, cominciavo a rendermi conto che così non funzionavano, e poi sentivo il bisogno di scrivere anche dove non potevo registrare (treno, stanze affollate, sale d’attesa) Questo mi aiuto ad arricchire i miei testi di significato essendo che non c’era la melodia a dargliene.
Rileggere i miei testi a volte mi imbarazza, come quando guardi quelle foto di te bambino mentre fai qualcosa in cui non ti riconosci più, a volte i testi miravano a una disperazione inutile di una normale e comune crisi adolescenziale, altri invece sono profondi, e racchiudono concetti che oggi per esteso rappresentano ancora quello che sono.

Se mi chiedessero quali sono i miei testi più belli oggi lo so, sono quelli scritti dal 2011 in poi. Mi piacciono perché non hanno soltanto un contenuto ma anche delle belle metafore e delle buone rime, che spesso rileggendo mi hanno stupito, nel senso che non ricordavo di aver scritto qualcosa così come dire, bello.
Negli anni sono passato dai fogli al telefonino per la mia scrittura, il telefonino è stato semi abbandonato con il passaggio al touch, se sono a casa preferisco il pc, se sono fuori mi accontento del cellulare con quei tastini orribili per scrivere.

I testi sono forse la parte più vecchia della mia scrittura, in passato molto spesso mi è capitato di scrivere riflessioni, racconti, ma non mi piaceva come scrivere i testi, invece oggi è il contrario.
Scrivere i testi per me era scrivere in codice qualcosa che avevo difficolta a esporre. Con i testi tutto era più semplice, con i testi potevo dire che amavo una ragazza senza davvero farglielo capire per esempio, con i testi mi potevo nascondere, nonostante la scrittura per me fosse un mezzo di facilitazione all’esposizione.

Oggi è passato quasi un anno da quando ho scritto l’ultimo testo, forse l’ultimo della mia vita. Per scrivere l’ultimo testo ho sperimentato la messa in musica, ma non mi è piaciuto, mi sono sentito ridicolo come quando registravo la mia voce nella mia cameretta.
La verità è che quello che mi interessava anni fa oggi non mi sfiora, non vorrei mai diventare un cantante. I miei testi sono davvero lontani dalle canzoni, provando a mettere la musica all’ultimo ho capito che tutti quelli che ho scritto in un’intera vita sono assolutamente inadeguati a essere messi in musica. Il futuro della mia scrittura è la scrittura e basta, senza rime, strofe o ritornelli, non fanno più per me. Ogni tanto mi salta fuori qualche rima e la scrivo ma con i testi ho finito.

E quindi ora che fai con i tuoi testi??? Li butti???

No affatto, li metto su questo blog così per come sono, senza musica e nient’altro.
Se cerco tra le foto della mia vita non ne trovo tante fino al 2012 ma trovo questi testi e sono la mia storia. I miei testi rileggendoli oggi, mi fanno capire quello che ero, cosa vivevo, cosa pensavo e cosa desideravo, la crono-storia della mia vita dai 15 anni in su.
In realtà molti dei miei testi sono stati quasi tutti pubblicati sul mio blog. Oggi ho deciso di trasferirli qui, ma mancano tutti i testi che ho scritto e che non ho mai pubblicato, in particolare dal 2014 al 2017.
E questa sarà la nuova saga: I MIEI TESTI.
Saranno pubblicati a “puntate” come DIARIO DI UN’IDEA

Se qualcuno mi chiedesse se vale la pena leggere roba di uno sconosciuto, io direi di sì, perché è la vita degli sconosciuti quella più simile alla nostra e non quella delle star. Consiglierei ciò che scrivo ma non perché l’ho scritto io ma perché è qualcosa in cui io ci metto impegno, e cerco sempre di dare il meglio, lo faccio da una vita, se mi chiedessero, cosa sai fare meglio, io direi scrivere, perché è quello che faccio da sempre e perchè rispecchiano la mia essenza.

TESTI DAL 2004 AL 2014

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